Dopo la nascita del primo figlio tutte noi ci siamo chieste almeno una volta, sarò una brava mamma? sto facendo tutto bene? non so come, ma scatta quel meccanismo che ci mette in discussione.

Ci sono delle regole oggettive che definiscono una brava mamma, o dipende tutto quanto dagli ideali personali?

Sempre di più le mamme moderne sono informate e aggiornate, leggono articoli scientifici e sono alla ricerca di “istruzioni” per essere la madre perfetta.

Sicuramente essere al passo con i tempi ci permette di accudire i nostri piccoli nei migliori dei modi, ed è molto importate sfruttare le conoscenze attuali e le ricerche, che ad oggi hanno fatto passi da gigante.

Ma, nonostante ciò, a mio avviso, la domanda persiste. È davvero così semplice? Si segue una sorta di manuale e si diventa una brava mamma?

I figli insegnano

Alla fine i nostri insegnati migliori sono proprio loro: i nostri figli.

Eravamo preparatissime, avevamo svuotato la Mondadori di tutti i libri sulla maternità, eppure la realtà poi non è poi così semplice, ma come è possibile?

Il problema è che ci sono tanto di corsi e c’è molta cultura circa la preparazione al parto, ma pochissima rispetto alla nascita di una mamma.

Prima di avere un figlio la nostra immaginazione ci disegna nella mente il bambino ideale e, di conseguenza, noi ci immedesimiamo nella mamma ideale.

Non sempre però tutto corrisponde alle aspettative che ci eravamo fatte e ci troviamo repentinamente costrette a doverci adattare, così senza preavviso, ma, soprattutto, senza strumenti.

Eh si perché gran parte della nostra sicurezza era data dalla preparazione. Avevamo tutte le conoscenze del caso e tutto il materiale necessario: scalda biberon, tiralatte, pannolini ipoallergenici, culletta nex to me ecc..

In qualche modo poi, le piccole creature ci fregano e ci regalano una marea di sorprese, e continuano a farlo.

Se tutto ciò fosse maggiormente raccontato, magari le neomamme che verranno si preparano sui manuali, ma si riservano anche un certo spirito di adattamento.

Non avrei mai e poi mai pensato di allattare ancora, o di dormire nello stesso letto di mia figlia ancora oggi (ebbene si, una volta pensavo che lei dormisse nel nostro letto ma detto così mi sembra più appropriato 🙂 ).

Eppure non siamo noi che decidiamo tutto quanto. Spesso la nostra mamma ideale si scontra con il nostro figlio reale.

Una volta che ci siamo abituate però, non è poi così male. Si cresce insieme, mamma e figlio. E si sbaglia insieme.

Credo dovrebbe passare a tutti il concetto che anche la mamma può sbagliare e che questo non fa di lei una cattiva madre. La vita è fatta di esperienze, tentativi ed errori, per poi rialzarsi. Ogni giorno vediamo i nostri figli fare questo, perché questo significa crescere.

Chi ci vede da fuori, spesso ci critica, anche involontariamente e questa è una delle sfide più difficili che una madre affronta. Non bastano le difficoltà con i figli, si devono aggiungere anche le relazioni con parenti, amici e conoscenti.

Questo, in gran parte, avviene perché il concetto di “brava mamma” viene vissuto come assoluto nella nostra cultura. Ma se ci ricordassimo che al mondo non siamo tutti uguali (fortunatamente) diventa scontato e quasi banale pensare che ogni mamma può e deve essere diversa.

Il nostro modello interno di “brava mamma”

Partendo proprio da questo concetto che siamo persone diverse, sicuramente vorremo cose diverse e avremo aspettative diverse.

Da cosa dipende tutto ciò?

Molto dipende dall’immagine di “brava madre” che ci siamo create ancora prima di diventarlo. Questo nostro modello interno di maternità dipende anche dal nostro personale modello materno (roba di psicologia, ma non prendetemi per una fonte scientifica).

Se ci pensate sono proprio le nostre madri ad essere diverse tra loro, eppure tutte ci hanno cresciute bene ( dai ammettiamolo ).

Certo, ci sarebbero molte cose che noi avremmo fatto diversamente. Da qui parte proprio la ricerca della nostra identità come madre. Il nostro percorso personale di crescita, dopo una nuova nascita.

Visto in questa chiave di lettura, non sembra tutto più poetico e bello? Forse questa presa di coscienza ci aiuterebbe ad affrontare meglio la maternità, a metterci in gioco senza troppi sensi di colpa. Pensare di essere “appena nati” è ben differente dall’ “essere già arrivati”.

Torniamo al nostro modello interno. Ognuna di noi, a seconda del proprio vissuto si immagina una mamma diversa e ha anche valori diversi.

Ma a fare la differenza sono anche gli obiettivi e le aspettative.

Io ad esempio, potrei essere considerata una pessima madre da moltissime altre.

Per alcune è un sacrilegio tenere sveglio il figlio oltre le nove di sera, anche se succede sporadicamente, portarlo a cena con mamma e papà e amici (purtroppo per ora non si può), prendere un aereo con una bambina di tre mesi, allattare ancora, lasciarla percorrere uno scivolo al contrario, lasciarla sperimentare, lasciarla cadere e rialzarsi da sola.

Eppure tutto ciò fa parte della mia vita quotidiana e risponde al mio modello interno di maternità. A me piace la mamma che sono e mi dispiacere dover convincere gli altri, a volte.

Molte altre mamme si concentrano molto di più sul concetto di cura. I bambini devono essere sempre ordinati, puliti, rimanere in uno stato di quiete e tranquillità, vivere in un ambiente sano, confortevole e sicuro.

Tutto questo lo trovo bellissimo, nonostante sia lontano da ciò che si intona maggiormente al mio modo di essere.

A ognuno la sua mamma

Siamo mamme diverse e vogliamo cose diverse, io tutto questo lo trovo meraviglioso. Non dovremmo cadere nell’errore di rendere questa bellezza come uno svantaggio.

Il segreto di una brava di mamma? secondo me è essere sé stessa, raggiungere i propri obiettivi personali, senza farsi troppo influenzare dall’esterno. Infondo noi creiamo una relazione con i nostri figli per quello che siamo, perché ci dovremmo mostrare a loro diversamente? Loro si innamorano di noi al primo sguardo, e noi di loro. Quel primo sguardo in sala parto definisce già tutto, non servono troppe dimostrazioni.

Allora lasciamo che siano loro, i nostri cuccioli, con i loro sorrisi a ricordarci (non a decidere) che siamo brave mamme. Siamo tutte brave mamme.

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